Distorsione laterale di caviglia

La distorsione laterale di caviglia, nonostante sia spesso considerato un infortunio “minore”, è l’infortunio all’arto inferiore più frequente nei soggetti sportivi di tutti i livelli e nella popolazione generale, oltre ad essere quello col maggior numero di recidive. È stimato che fino al 40% dei soggetti che subiscono questo tipo di infortunio va incontro ad una instabilità cronica di caviglia, con relativo rischio di sviluppare osteoartrosi precoce. L'obiettivo di questo corso è quello di fornire al discente gli strumenti evidence based per identificare, valutare e trattare questo infortunio traumatico e tutti gli impairment ad esso correlati. Durata: 5 ore
Luca Turone · 22 Dicembre 2022

Il Docente

Luca Turone

Laureato in fisioterapia con lode presso l’Università di Bologna ha conseguito il titolo di Orthopaedic Manipulative Physical therapist (OMPT) attraverso il l Master in fisioterapia muscolo-scheletrica dell’Università di Bologna. È docente per i distretti caviglia e piede presso il Master in fisioterapia muscolo-scheletrica e reumatologica dell’Università La Sapienza di Roma e co-docente per i distretti ginocchio e rachide lombare presso il Master in fisioterapia muscolo-scheletrica dell’Università di Bologna oltre che docente in corsi privati in ambito di fisioterapia sportiva e muscolo-scheletrica. È stato fisioterapista della Fortitudo pallacanestro Bologna (Serie A) dalla stagione 2015-2016 alla stagione 2020-2021 e ha partecipato come fisioterapista personale agli US Open 2021 di tennis e ad altri tornei WTA.

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Commenti

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  1. Buongiorno a tutti i colleghi, nel videocorso mi sembra non sia specificato, ma che modello di gestione del dolore propone Luca per la Las?

    Pain monitoring model ?se si con quale soglia o range ottimale?

    1. Ciao, non ho specificato alcun modello di monitoraggio del dolore. Il pain monitoring model va senz’altro bene anche se a seconda delle “fasi della riabilitazione e della guarigione” e delle attività potrai permetterti di lavorare con più o meno dolore.

  2. Buongiorno, avrei una domanda riguardo la valutazione tramite functional performance test:
    in una sessione valutativa, se voglio tenere conto dello stress che comunque porta l’ esecuzione dei vari test, consiglieresti (quando possibile) di far eseguire direttamente al pz i test di salto con maggior impegno neurocognitivo al posto dei “normali”, oppure farli entrambi (magari prima i normali più semplici)?

    1. Buongiorno, dipende!
      Purtroppo una risposta sempre valida non esiste, dipende sempre dal paziente e dalle sue condizioni e da quanto tu lo conosci. Poi ovviamente dipende da cosa vuoi valutare con l’hop test.
      Ci sono casi in cui intuisci dall’anamnesi che il problema funzionale si presenta solo quando l’impegno cognitivo è alto mentre in condizioni “protette” la persona non ha problemi e allora puoi fare direttamente gli hop test neurocognitivi.
      Altrimenti, un pò per sicurezza un pò per vedere a che livello è il problema, proverei a fargli prima alcuni test classici e poi procederei con i test neurocognitivi. Anche per vedere quanto l’aspetto neurocognitivo influisce sulle performance.

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